Spesso abbiamo la “sfortuna” di assistere
in tv a noiosi dibattiti politici che hanno per tema argomenti di difficile
comprensione. In Italia siamo poi abituati a parlare al bar di tutto,
anche in merito a ciò di cui si sa poco o niente. Uno degli argomenti più
gettonati del momento è quello delle cellule staminali. Noi ci chiediamo: cosa
servono, cosa sono, dove prenderle? Soprattutto quest’ultima domanda è fonte
di grande disputa a livello politico, scientifico, popolare ed etico-religioso.
Innanzitutto
cosa sono?
Il nostro corpo è formato da cellule di diversi
tipi, “differenziate” per essere muscoli, nervi, ossa, pelle, ecc, Prima che
queste cellule si specializno, sono “indifferenziate”, cioè possono diventare
qualsiasi tipo di cellula; hanno la capacità di costituire qualsiasi parte del
nostro corpo, pelle, ossa, tessuti vari degli organi, ecc. Le cellule “indifferenziate”
sono dette “staminali”. Le cellule
staminali si dividono in totipotenti possono sviluppare un individuo o
organismi interi) pluripotenti/multipotenti (qualsiasi tessuto o organo ma non
un individuo) e unipotenti (danno vita esclusivamente ai tessuti o organi di
appartenenza).
Le cellule staminali embrionali (cioè prelevate da
embrioni) sono totipotenti: questo è un pregio ma anche un limite. Una cellula
staminale embrionale che non ha ancora una propria determinazione (cioè non
sappiamo se sarà un nervo, un muscolo, un capello, ecc) potrà essere qualsiasi
cellula e quindi non solo non rispondere alle nostre necessità ma anche essere
per noi un ulteriore problema
A cosa servono?
Le cellule staminali sono utili per la cura di varie malattie (l’epatite, i
tumori, il diabete,l’Aizheimer, il Parkinson), ma soprattutto si sottolinea il
loro uso per evitare i trapianti d’organi. In questo modo si eviterebbero
lunghi tempi di attesa e l’eventuale rigetto dell’organo impiantato (perché gli
organi “prodotti” in laboratorio hanno lo stesso patrimonio generico
dell’ammalato). Si possono poi utilizzare (come già si fa) nel caso di persone
ustionate, o con problemi alla pelle, per non parlare di coloro che sono affetti
dalla leucensia e tante altre malattie. Sembra fantascienza; ma è realtà.
Ora mi domanderete: “Ma tutte queste cose buonè che
si possono fare con queste cellule recano qualche problema?”. Veramente le
applicazioni di queste cellule non sono un problema, anzi, sono un bene per
tutti; il problema nasce quando ci si pone la domanda: “Dove prendiamo le
cellule staminali?”. La risposta più rapida è: dagli
embrioni. Qui comincia il dibattito, perché
gli embrioni non sono l’unica “fonte” di cellule staminali.
Notiamo infatti due cose. Le cellule staminali si possono prelevare, con cautela e
in centri abilitati, anche al momento della nascita del bambino senza recare
alcun danno: si invano nel cordone ombelicale e nella placenta. loine sono
presenti neI sangue e nei midollo spinale degli adulti. Ma alcuni studiosi,
spinti, da posizioni ideologiche vorrebbero farci credere che l’embrione non
è un essere umano. ammettendo di conseguenza la possibilità di sperimentare
e manipolare
quello che nel suo normale sviluppo diventerà un bambino. L’embrione è un
essere umano, non è un “deposito di cellule staminali”. Tanti vogliono farci
credere che sia lecito produrre embrioni al solo fine di prelevare cellule
staminali: ma è un’infamia. Sarebbe negare ad un essere umano di venire al
mondo.